Humor Graphic – A Cura della Galleria del Tabulario dell’A.A. Euterpe: Teddy Bob (Gazzetta del Po 46/2012)

Teddy BobCreato nel 1966, Teddy Bob, il fumetto giovane, incontrò enormi consensi presso i giovanissimi. Pubblicato anche in Francia e nei paesi nordici, Teddy Bob ha, solamente in Italia, oltre cento “Clan” a lui intitolati, dove i giovani si radunano per discutere di problemi sociali, per organizzare gare di moto-cross e per inviare al loro personaggio relazione sui dibattiti tenuti. Teddy Bob, che è stato creato da Pier Carpi, per i disegni di Giorgio Montorio, Pietro Gamba e Gino Dauro, fu inizialmente perseguitato dalla censura per gli argomenti che trattava: l’antimilitarismo, l’obiezione di coscienza, la libertà religiosa, il contrasto tra generazioni. Il personaggio riceve circa trenta lettere al giorno e un sondaggio ha stabilito che i suoi lettori non seguono altri fumetti, ma si interessano degli stessi problemi agitati nelle avventure dell’anti eroe. Teddy Bob veste una tuta nera con bande bianche, ha una ragazza che si chiama Paula, scorazza con una moto da competizione battezzata “Drago”, ha un gruppo di amici bianchi e neri, denominato, secondo il gergo del personaggio, “baraccone”. Il gergo di Teddy Bob, che viene spiegato con un dizionario apposito, è ricchissimo e molti suoi termini sono entrati nel linguaggio comune dei giovani. “Caverna” per casa, “grigio” per genitore, “semifreddo” per adulto, “gropp” per bibita, “fari” per occhi, “lessato” per innamorato, per citarne alcuni. Singolari sono le anticipazioni fatte da questo fumetto sui fatti d’attualità, come l’assassinio di Bob Kennedy, quello di Martin Luther King, la contestazione nella Chiesa, la morte di “Che” Guevara. Ambientato nel profondo sud, in America, Teddy Bob richiama i movimenti pacifisti, quelli contestatori, le marce della pace, le lotte sindacali, la ribellione studentesca, lo sfruttamento del sottoproletariato. Ma a questo tipo di storie ne alterna altre, con protagonisti cantanti di successo che abbandonano lo spettacolo per impegnarsi in battaglie sociali, ambienti squallidi come quello dell’Esercito della Salvezza o delle sette religiose. Il problema religioso è quello che maggiormente interessa i lettori di questo fumetto, com’è riscontrabile nella nutrita posta in appendice . Vi sono stati anche dei casi, come quello di un prete piemontese che, con l’aiuto dei giovani di un Clan Teddy Bob, si è ribellato al vescovo e ha occupato la chiesa, dopo un lungo dialogo tra il prete, i giovani e la posta del fumetto. La posizione ideologica di Teddy Bob è quella del non dialogo, della rivoluzione pacifista in certi casi o armata in certi altri. Gli integrati sono sempre tra i nemici. P.C. (1980)

(N.d.r.: mostra permanente sul fumetto“Teddy Bob” alla Galleria del Tabulario su appuntamento allo 0375/82582)

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